Redan

“La strada era la sua casa e mangiava ciò che rubava, o ciò che guadagnava con qualche furtarello su commissione. Nonostante fosse solo al mondo non si sentiva infelice, anzi quando la notte dormiva sotto le stelle si sentiva protetto e quasi non sentiva il freddo.” (I Cinque Re, capitolo 6)
 
RedanQueste le righe d’esordio di Redan, Custode della Fiamma, tra tutti il più lontano dall’essere un eroe.
 
Ragazzo di strada abbandonato dal padre quando era ancora in fasce, cresciuto da una madre prostituta e rimasto orfano all’età di quattordici anni, Redan ha trovato nell’ironia l’antidoto alla disperazione e nel furto il suo principale mezzo di sostentamento.

Troppo orgoglioso per elemosinare, Redan viveva ogni sua malefatta come una nuova sfida, nella quale doveva affrontare serrature, armigeri o specchietti per le allodole facendo affidamento solo sulla sua intelligenza e sulla sua abilità.
 
Una Fenice -spirito benigno dai molti poteri- lo ha scelto per essere uno dei quattro Custodi, giovani giovani a cui ha donato una parte delle sue abilità per recarsi nella capitale nemica e riunire le metà del Numansirian, antico corno magico, il cui suono è l’unica forza in grado di evocare un esercito invincibile.
 
A Redan è stato donato il potere della Fiamma, fuoco mistico in grado di bruciare o di guarire, che si è dimostrato spesso molto utile in battaglia.

Essendo nato e cresciuto in povertà la sua più grande aspirazione è quella di trovare abbastanza denaro per fare una vita agiata e smettere di rubare. O almeno lo era prima di unirsi ai quattro Custodi: durante il viaggio, ha infatti scoperto il valore dell’amicizia ed ha trovato in sé una generosità di cui non si riteneva capace.

Dopo una vita passata a prendere ciò che non era suo, Redan sta finalmente scoprendo che anche lui ha qualcosa da donare al mondo. Ciò che questa scoperta comporterà, solo il futuro potrà dircelo…