I luoghi de ” I Cinque Re”: Edelda o… Castel del Monte.

Questa volta non approfondiremo l’origine di una città già mostrata nei libri correnti, come abbiamo fatto con Forte Edrund, ma vi daremo uno scorcio di un luogo nominato, ma mai direttamente descritto nella saga, almeno fino al terzo volume, attualmente in cantiere. Si tratta di Edelda, capitale della Grande Lega, anch’essa ispirata ad un luogo realmente esistente in Italia.

destination_around_bari_castel_del_monte_1Edelda è la capitale nemica, nonché destinazione ultima del viaggio dei quattro Custodi; costruita sulle rovine di una città più antica, non solo è il principale centro della Penisola di Golnar, terra d’origine degli antagonisti, ma è anche la dimora di Helcharock, il sommo tra i Cinque Re, dotato di una magia insondabile, in qualche modo legata al luogo in cui abita attraverso il misterioso Altare Nero.

Ecco qui in anteprima alcuni brani presi dal terzo volume de ” I Cinque Re”, in cui si descrive la città:

… il Re Sidereo sporse la testa dal finestrino e ammirò la meraviglia che Helcharock aveva fatto edificare sulle rovine dell’antica Zerona, una città gloriosa rasa al suolo durante la Guerra delle Stirpi. Edelda, “La nuova alba”.

Aveva sempre apprezzato quel nome, rappresentava in pieno la bellezza dei suoi imponenti bastioni di marmo bianco, così lucidi da sembrare irreali.

[…]La dimora del sovrano assoluto della Grande Lega era circondata da un’altissima cinta muraria di roccia bianca, la cui pianta ricalcava un pentagono regolate, sorvegliata in ogni spigolo da una torre anch’essa pentagonale senza merlatura…

Un luogo dove il colore predominante è il bianco, dove le torri non hanno i merli, tipici delle strutture fortificate medioevali e dove ricorre in maniera spasmodica il cinque.

Tali caratteristiche sono riprese da un castello nostrano, situata nel cuore della PugliaCastel del Monte. Se il nome vi suona nuovo, non vi preoccupate, lo conoscete comunque: è infatti raffigurato sulla moneta da un centesimo.download

Situato ad Andria, a trenta chilometri da Bari, fu edificato nel XIII secolo da Federico II di Svevia e arricchito nel corso dei secoli dall’arte gotica, romanica e classica.

Ciò che rende Castel del Monte fonte d’ispirazione per la città di Edelda, è la sua atmosfera di misteromagia, data in particolare dall’uso della numerologia, nella sua architettura. Il castello è infatti di pianta ottagonale, circondato da torri della stessa forma geometrica e il numero otto si ripete nelle proporzioni e nei fregi della struttura.

Ne “I Cinque Re” tale numerologia viene riadatta al cinque, e la sua origine è piuttosto chiara (omaggia i sovrani che vi dimorano), ma nella realtà le ragioni dell’utilizzo del numero otto, come dell’uso del castello stesso, non sono chiare.

Le ipotesi attualmente consolidate sono, ironia del destino, otto:

  1. Un percorso iniziatico: nel castello si accede da un grande portone che dà su due scale speculari o da un’altra entrata secondaria, una volta entrati le persone all’interno potevano chiudere una saracinesca alle spalle di chi entrava, senza essere visto. Una volta scelta una delle due rampe si entrava, dopo aver passato due sale, direttamente nel cortile, che appare come l’interno di un enorme pozzo. Al centro pare ci fosse una vasca di forma ottagonale, forse usata per purificarsi prima di una qualche iniziazione cavalleresca o mistica.
  2. Il nascondiglio del Santo Graal: alcuni vedono nella forma ottagonale, la riproduzione di una coppa, forse il misterioso Santo Graal, che in alcuni miti cavallereschi, sarebbe custodito proprio all’interno del castello.
  3. Il vero Graal: alcuni cavalieri si sono spinti oltre ritenendo che l’edificio stesso potesse essere il vero Santo Graal, anche se tale affermazione non è molto chiara. Tuttavia, come vedremo in articoli futuri, è vero che il Graal non è corrisponde al calice di Cristo in tutte le leggende.
  4. Il nascondiglio del manoscritto del Codice Voynich:  un codice ideato con un linguaggio sconosciuto e tutt’oggi ancora inspiegabile, che riporta nozioni (pare almeno dalle illustrazioni) di botanicaastrologia e farmacologia. Nel 2013, però, è stata tentata una traduzione che riconduce a Castel del Monte e a Federico II, pare da questa approssimativa traduzione che il castello sia una sorta di tempio astronomico nel quale l’imperatore cercasse il segreto dell’immortalità.
  5. Un osservatorio astronomico: la forma ottagonale poteva servire per permettere l’osservazione, secondo un preciso schema, degli astri o dello zodiaco, considerati nel medioevo una manifestazione della volontà divina.
  6. Una fedele riproduzione della corona imperiale di Federico II: spiegazione forse un po’ meno magica, ma sicuramente compatibile con l’ego dei monarchi dell’epoca.
  7. Un enorme congegno matematico: data la comprovata passione di Federico II per la matematica e in particolare per la sequenza di Fibonacci e per la proporzione aurea (un rapporto matematico insito nella natura e presente nel corpo umano, come in molte altre strutture e fenomeni), il castello poteva essere impostato con una serie di proporzioni e rapporti matematici per favorire un’armonia divina, che permettesse al re di incontrare Dio.
  8. Una dimora di caccia: l’ultima ipotesi vede il castello come una semplice dimora, forse commissionata ad un architetto che amava il numero otto per ragioni personalissime e slegate dalla numerologia.

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